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12 PAGINE DEL 20 GENNAIO 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 12 Pagine   
Mercoledì 08 Giugno 2011 10:30

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12 PAGINE DEL 7 GENNAIO 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 12 Pagine   
Mercoledì 08 Giugno 2011 10:30

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12 Pagine del 17 dicembre 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da REDAZIONE 12PAGINE   
Sabato 03 Dicembre 2011 12:30

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"LA LUZ PRODIGIOSA" , GRAN GALA', CENA SPETTACOLO E DE'FILE' PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Sabato 03 Dicembre 2011 12:42

AFRAGOLA, INAUGURATA UFFICIALMENTE LA NUOVA STAGIONE ARTISTICA DELLA ANYLAB COMPANY CON IL PRIMO EVENTO "RENDEZ VOUS" AD APRIRE LE DANZE, L'8 DICEMBRE 2011 VA IN SCENA “LA LUZ PRODIGIOSA", UN GRAN GALA' CON CENA SPETTACOLO E DEFILE' IN UNA LOCATION DAI TONI ELEGANTI, SOBRI E RAFFINATI COME VILLA SANTA CHIARA; UNA SERATA ALL'INSEGNA DEL GLAMOUR, CURATA IN OGNI SUO MINIMO DETTAGLIO GRAZIE ALLA PROFESSIONALITA' DELLA DIRETTRICE STESSA ANTONELLA PELLICCIA E DEL SUO STAFF, CHE DEL LAVORO DI SQUADRA NE FANNO PIETRA MILIARE DEL SUCCESSO. "HO INVESTITO TUTTA ME STESSA IN UN PROGETTO FORSE PIU' GRANDE DI ME -AFFERMA LA DIRETTRICE- MA CI HO CREDUTO FIN DAL PRIMO ISTANTE, ANCHE GRAZIE AL SOSTEGNO DI TUTTI I MIEI COLLABORATORI, PARENTI, AMICI E OVVIAMENTE DI TUTTI I MIEI SPLENDIDI MODELLI CHE, TRA UNA PROVA GENERALE E UNA LEZIONE DI PORTAMENTO FISSATA ALL'ULTIMO SECONDO, NON HANNO MAI SMESSO DI DONARMI IL LORO CALORE. COLGO,IN PARTICOLARE L'OCCASIONE PER RINGRAZIARE I TESTIMONIALS MARIO FICO E LUNA DAMIANI CHE, RAPPRESENTANDO IL NOME ANY LAB COMPANY PER L'INTERO ANNO, SI SONO FATTI PORTAVOCE DELLE NOSTRE DIFFICOLTA', DELLE NOSTRE GIOIE, DELLE NOSTRE ESITAZIONI."UN EVENTO DUNQUE RICCO DI COLPI DI SCENA QUELLO DELLA LUZ PRODIGIOSA CHE DI PRODIGIOSO NON HA SOLO IL NOME MA ANCHE I CONTENUTI; DALLE TELECAMERE DI MOVIDA LOCA EVENTS, CHE CURA LA RIPRESA TELEVISA DELLA SERATA (IN ONDA DAL 11 DICEMBRE SU TELECAPRI EVENTS A PARTIRE DALLE 14), AD OSPITI DALLA PERSONALITA' POLIEDRICA COME IL CRITICO DI MODA ARMANDO SANCHEZ, A PARTNERS COMMERCIALI NOTORI NELL'HINTERLAND NAPOLETANO CHE CON LA LORO PROFESSIONALITA' ED ESPERIENZA NEL SETTORE, HANNO SOSTENUTO IL PROGETTO GIA' SUL NASCERE, FIDUCIOSI IN UN LAVORO INNOVATIVO E DI TENDENZA COME QUELLO PROPOSTO DA ANTONELLA PELLICCIA. TRA I PRINCIPALI PARTNERS COMMERCIALI AFRAGOLESI DA CITARE OTTICA AURIEMMA (DI DOMENICO AURIEMMA), PETRAZZUOLO PARRUCHIERI ,CHE MUNITI DI PETTINE E FORBICI HANNO MESSO A SERVIZIO DEI MODELLI IL LORO TALENTO, E PETRINI FOTOGRAFI CHE CON I SUOI SCATTI HA SAPUTO IMMORTALARE OGNI SINGOLO MOMENTO DEI PREPARATIVI ANTECEDENTI ALLA SERATA. UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE A COSTANTINO MODA UOMO-DONNA (CESA) E BRIO ABBIGLIAMENTO 0-16 (GRICIGNANO D'AVERSA), CHE HANNO SAPUTO VESTIRE NEL MODO PIU’ COOL I MODELLI DELLA ANY LAB COMPANY, DAI PIU GRANDI AI PIU' PICCOLI, PROPONENDO NON SOLO MARCHI DI GRANDE QUALITA' MA CONTRIBUENDO ANCHE A DARE SEMPRE PIU' VOCE AL NOME “ANYLAB COMPANY” OLTRE I CONFINI AFRAGOLESI. MOTORE D'AVVIO DELL'INTERA SERATA, LORO, I BEN 25 MODELLI, TRA RAGAZZI E RAGAZZE, DI CUI PUO' BEN VANTARSI LA NEOASSOCIAZIONE; RAGAZZI MOTIVATI, CON TANTI SOGNI NEL CASSETTO, PRONTI A METTERSI IN GIOCO E A CONFRONTARSI CON UNA REALTA' APPARENTEMENTE ASTRATTA COME QUELLA DELLA MODA MA CHE A PICCOLI PASSI STANNO CERCANDO DI CONCRETIZZARE. "SONO RAGAZZI AFRAGOLESI E NON -SOTTOLINEA LA DIRETTRICE- TRA I 18 E I 19 ANNI,CHE DINANZI A TUTTO HANNO POSTO, IN PRIMIS, LA LORO GRANDE PASSIONE PER IL MONDO DELLO SPETTACOLO. ALCUNI DI LORO SONO STUDENTI UNIVERSITARI, ALTRI OPERAI, ALTRI ANCORA CALCIATORI, INSOMMA CE NE SONO PER TUTTI E PER TUTTI I GUSTI PROPRIO IN DIMOSTRAZIONE CHE DINANZI ALLA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO L'UNICA CARTA VINCENTE E' LA VOLONTA". INNUMEREVOLI, DUNQUE, GLI IMPEGNI PER QUESTI RAGAZZI ,SIA NEL POST SERATA CHE NELLO SVOLGIMENTO DELLA STESSA: SERVIZI FOTOGRAFICI, CAMPAGNE PUBBLICITARIE PROVE TECNICHE, INTERVISTE, MA LA LORO DETERMINAZIONE E' TALE DA NON FERMARLI, NONOSTANTE GLI IMPEGNI DI CIASCUNO NELLA VITA PRIVATA. "AFRAGOLA VANTA UN TERRENO RICCO DI TRADIZIONI ARTISTICHE - SOSTENGONO I TESTIMONIALS M.FICO E L.DAMIANI- E NOI DELLA ANYLAB COMPANY NON VOGLIAMO ESSERE DA MENO. IL NOSTRO OBIETTIVO E' QUELLO DI FARE ARTE E SENSIBILIZZARE TUTTI I GIOVANI COME NOI A SOSTENERE PROGETTI DI CULTURA E SPESSORE". LA ANY LAB COMPANY VIAGGIA DUNQUE AD ALTE FREQUENZE E CHISSA' COSA CI RISERVERA' PER IL SUO PROSSIMO EVENTO CHE A QUANTO PARE GIA' E' IN PROGETTAZIONE. NON CI RESTA CHE ASPETTARE AUGURANDO AD ANTONELLA E IL SUO STAFF IL NOSTRO PIU' GRANDE IN BOCCA AL LUPO,"TEMPUS OMNIA MEDETUR".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
12 Pagine del 3 dicembre 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da REDAZIONE 12PAGINE   
Sabato 03 Dicembre 2011 12:30

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12 Pagine del 19 novembre 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da REDAZIONE 12PAGINE   
Sabato 03 Dicembre 2011 12:30

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ME NE VOGLIO ANDARE DALL'ITALIA. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Credendino   
Domenica 06 Novembre 2011 17:26

Siamo alle solite, veramente la rabbia scoppia da tutti i pori. Sono nervoso, ho vergogna di quest’ Italia. Me ne voglio andare dall’Italia perché ogni manifestazione importante finisce così. Me ne voglio andare dall’Italia perché solo in Italia ogni manifestazione finisce così. Me ne voglio andare dall’Italia perché mi sono scocciato che la voce dei ragazzi non venga ascoltata. Me ne voglio andare dall’Italia perché è vergognoso. Me ne voglio andare dall’Italia perché anche io ho una rabbia repressa che potrebbe tramutarsi in violenza. Me ne voglio andare dall’Italia perché si parla solo dei Black Bloc. Me ne voglio andare dall’Italia perché è possibile, come forse al G8 di Genova, che i Black Bloc siano i poliziotti. Me ne voglio andare dall’Italia perché arrivo a pensare che i Black Bloc siano poliziotti. Me ne voglio andare dall’Italia perché tutti i politici ora parlano dei teppisti da reprimere. Me ne voglio andare dall’Italia perché, usando dati loro, non riesco a capire come solo qualche centinaio di persone, nonostante il maestoso e belligerante dispiegamento delle forze dell’ordine, abbiano potuto rivoltare una tale manifestazione. Me ne voglio andare dall’Italia perché Alemanno riesce solo a dire: “A Roma il peggio d’Europa”. Me ne voglio andare dall’Italia perché tutti i manifestanti, che hanno una rabbia interna, sono “comunisti”, meri facinorosi. Me ne voglio andare dall’Italia perché i politici non riescono a capire che si deve pensare aldilà degli avvenimenti successi. Me ne voglio andare dall’Italia perché i politici non riescono a capire che tutto quello che succede, violento o pacifico, è conseguenza delle loro decisioni. Me ne voglio andare dall’Italia perché molte volte le loro decisioni provocano rabbia, tanta rabbia. Me ne voglio andare dall’Italia perché questa rabbia nei meno “intellettuali” e più “rivoluzionari” si tramuta in violenza, ma non per questo si deve biasimare la rabbia accumulata. Me ne voglio andare dall’Italia perché di questa rabbia che colpisce tutti non se ne parla, si parla solo della violenza successiva. Me ne voglio andare dall’Italia perché ora i politici, quelli che fanno più innervosire, faranno la carità e riusciranno solo a prendere la difesa dei pacifici. Me ne voglio andare dall’Italia perché i politici non riescono ad arrivare agli ideali che hanno scaturito tutto ciò, alla causa prima, e si fermano alla violenza. Me ne voglio andare dall’Italia perché del 15 ottobre si ricorderanno solo i Black Bloc. Me ne voglio andare dall’Italia perché un dispiegamento tanto forte delle forze dell’ordine incute agitazione e nervosismo. Me ne voglio andare dall’Italia perché non si ricordano eventi positivi, non si ricorda che alla manifestazione del 7 Ottobre a Napoli il sindaco De Magistris non ha risposto con una repressione, ma scendendo in piazza a confrontarsi. Me ne voglio andare dall’Italia perché non è con la repressione che si risolvono i problemi. Me ne voglio andare dall’Italia perché nessuno si guarda indietro, studiando la storia, e si rende conto che i maggiori cambiamenti che studiamo sono accompagnati da rivoluzioni anche violente e moti di ribellione. Me ne voglio andare dall’Italia perché nessuno in questi momenti ricorda che il 14 Luglio 1789 la Presa della Bastiglia provocò diversi morti. Me ne voglio andare dall’Italia perché nessuno chiama quei rivoltosi facinorosi solo perché probabilmente si appoggia la loro causa, abolire la monarchia ed instaurare la repubblica. Me ne voglio andare dall’Italia perché ora direte che la mia è un’istigazione alla violenza.

Rimango perché voglio che nessuno più se ne voglia andare.

 

 
IL RUMORE DEL MARE PDF Stampa E-mail
Scritto da Sundra Sorrentino   
Domenica 06 Novembre 2011 17:21


 

 

 

 

 

 

Biblioteca comunale di Afragola: Pasquale Scimeca presenta i SUOI “Malavoglia”


Il mare, le onde, la barca, i pescatori… Probabilmente è rimasto solo questo del Romanzo di Giovanni Verga. Perché il film di Pasquale Scimeca ha l’aria di un documentario sulla Sicilia attuale, più che di una trasposizione cinematografica de “I Malavoglia”. Del capolavoro verghiano restano i personaggi e le ambientazioni, null’altro. Forse, molto più che nelle tematiche, Verga diventa modello da seguire nella tecnica, nel suo essere fuori dalla realtà che descrive, eppure così vicino, tanto vicino dal fondersi con essa e quasi non esistere più. Narratore inesistente, presente ovunque…nella voce dei personaggi, nei loro stessi pensieri e atteggiamenti. Verga ci da un'istantanea del "vero", limitandosi, da buon osservatore, a ritrarne ogni aspetto, senza per questo "inquinare" il racconto con riflessioni e commenti, che andrebbero solo a minarne l'oggettività. Esattamente quello che fa il regista... Guardando "I Malavolgia" si ha l'impressione che la telecamera sia stata posta nei luoghi dove le scene non sembrano girate, ma vissute davvero. E così, in 90 minuti, si affrontano temi di scottante contemporaneità: lo sbarco dei clandestini sulle coste siciliane, la mafia, l'amore, la povertà, la perdita. Temi forti, senza tempo...Che ci ricordano che niente è cambiato, ma è cambiato tutto.
Di seguito, alcune delle domande rivolte al regista P. Scimeca, durante l'incontro tenutosi presso la Biblioteca comunale di Afragola.

Perché il titolo “I Malavoglia”, se nel film la storia originaria non è soltanto letta in chiave moderna, ma stravolta quasi del tutto?
-Verga è un grande Maestro per me, la sua adesione alla realtà mi ha influenzato parecchio. L’ho utilizzato come modello per scoprire analogie tra ieri e oggi. E’ ovvio che parliamo di due contesti completamente differenti, in cui però possono essere evidenziati punti d’incontro. I “Malavoglia” esistono ed esisteranno sempre, chiaramente le condizioni di vita sono cambiate, ma la povertà, sostanzialmente, è rimasta immutata.

Appare molto più vicino a Verga, invece, nella tecnica che utilizza… Tutto è molto reale, dalle situazioni, ai personaggi, al loro linguaggio ordinario, quotidiano…
-La tecnica di Verga è facilmente adattabile alla regia, il regista è nascosto, e deve intervenire il meno possibile nel racconto. Tutto deve svolgersi in maniera spontanea, genuina, vera. E’ questo il succo del “verismo”, e anche quello del film, che però ha anche la funzione di denuncia. Nella scena iniziale, ad esempio, lo sbarco dei clandestini è un video girato realmente in quella situazione. Il realismo ci è stato inoltre dato anche dai mezzi utilizzati, non ipertecnologici, ma più “domestici”

Ho notato inoltre che vi sono pochi dialoghi…Ha cercato di enfatizzare il potere delle immagini, più che quello delle parole?
-La bellezza di un film è proprio questa, le immagini, meglio di qualunque cosa, hanno una forte carica comunicativa. Più di qualsiasi parola, discorso o dialogo, le immagini entrano nella mente, sono in grado di suscitare reazioni in pochissimo tempo. Mi piace l’idea che le immagini possano avere un impatto sul pubblico, soprattutto quello giovane.

Il film tratta molte tematiche, una di queste è probabilmente il rapporto tradizione-innovazione. I proverbi, espressione della saggezza tipica delle persone di una certa età, vengono trasformati in musica e remixati dal giovane ‘Ntoni, creando un contrasto divertente tra vecchia e nuova generazione.
-E’ esattamente così. Quello che il film vuole mostrare è che cambiano le forme, ma i contenuti rimangono identici, o quasi. I valori, la saggezza, non subiscono modifiche da parte del tempo. Padron ‘Ntoni, con le sue perle di saggezza ha influenzato l’intera famiglia, persino il giovanissimo ‘Ntoni. La sua aspirazione a diventare dj è emblematica della modernità, ma il suo ricorso ai proverbi, ascoltati in ambito familiare per anni, rappresentano il ritorno alle radici, che non potranno mai essere cancellate. Oggi il rapporto tra le generazioni è cambiato, non esiste quasi più. La solitudine a cui assistiamo, giorno per giorno, è dovuta probabilmente all’assenza di dialogo, e alla mancanza di una famiglia compatta e numerosa, caratteristica invece dei tempi in cui viveva Verga.

E’ stato detto, durante il dibattito, che lei fa un passo avanti rispetto a Verga, perché sostituisce alla sua visione statica del reale, uno slancio ottimistico nella conclusione.  Vuol dire che Verga è un passo indietro?
-Secondo me anche in Verga ci sono slanci ottimistici, è possibile riscontrarli, ad esempio, nel finale del romanzo, in cui, pur non essendoci più la famiglia protagonista, la famosa casa viene riacquistata. Cos’è quello se non il simbolo di un nuovo inizio? Verga si adatta ai suoi tempi, la sua visione è quella conforme alla sua epoca. La mia conclusione è diversa da quella del romanzo perché credo fortemente nella speranza in un futuro migliore. I giovani Malavoglia alla fine, sono pronti, dopo le numerose sventure a realizzare i loro sogni.

Infine, qual è, a suo giudizio, il ruolo del cinema oggi?
-Il cinema, soprattutto quello impegnato nel sociale, può e deve dare un contributo di denuncia delle ingiustizie sociali. Il cinema ha una responsabilità civile, morale. Deve quindi essere in grado di evitare l’imbarbarimento delle coscienze, al quale sembra stiamo andando incontro.

 
PAURA E INCERTEZZA.E POI? PDF Stampa E-mail
Scritto da Armando Fico   
Domenica 06 Novembre 2011 17:13

“Scusate il ritardo…” Rubrica di ironia e critica politica a cura di Armando Fico


Non vi sarà di certo sfuggito, ma l’evento mediatico della settimana è stata la morte di Marco Simoncelli. Appena ventiquattrenne, questo giovane pilota italiano di ottime speranze si è spento dopo un incidente pauroso sul circuito che gli consegnò il titolo di campione del mondo della classe 250 cc. poco più di due anni fa. Che si sia trattato di fatalità è innegabile e manifesto, ma ci siamo davvero chiesti il perché di un così forte attaccamento dimostrato dagli italiani nei confronti del nostro amato pilota? Si è detto che è la solita vita che fa il suo imprevedibile corso ad impressionare le coscienze, o forse è il senso di compassione verso un giovane morto facendo ciò che più lo soddisfaceva nella vita. Invece no, la questione è molto più delicata. La morte rende le vite mitiche, si sa, ma per Marco c’è addirittura qualcosa in più. Nella tragedia di Sepang ha trovato la fine non solo una vita ed una carriera, ma anche la potenzialità (che si stava attualizzando) di diventare il migliore nella propria specialità, nel cammino che si è scelto di seguire con passione e sacrifici. Ecco il motivo della vicinanza di molti giovani al dramma di Simoncelli: l’ imprevedibile che ti priva di un futuro quasi certo, speranze svanite di colpo di fronte alla casualità hanno finito con l’alimentare ulteriormente quel senso di instabilità che accompagna le già precarie aspettative di molti giovani italiani. La paura del futuro, l’incertezza del domani, la precarietà della vita stessa sublimano in poche immagini televisive e si riversano senza pietà sulla rete e sui social network, da anni valvola di sfogo delle più recenti generazioni. Torniamo in superficie, però. Avere paura è legittimo ed insindacabile (non averne sarebbe quanto meno da pazzi) ma la paura non può essere il motore immobile della nostra esistenza. Si deve tornare a sperare, o almeno non demotivarsi dinanzi a tali difficoltà per trovare la forza di investire su se stessi, di tornare ad avere il coraggio di credere in se stessi e nelle proprie capacità. In fondo, questa è pur sempre l’ unica strada che ci rimane da percorrere.

 

 

 

 
STANOTTE MICHE' SI E' IMPICCATO AD UN CHIODO, PERCHE'? PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefania Salomone   
Domenica 06 Novembre 2011 17:05


C’è qualcosa su cui pochi si interrogano. Al di là dei Bound, degli spread, e di qualsivoglia diavoleria economica che ormai rientra nell’immaginario collettivo, con più o meno cognizione di causa. Il mondo e le persone è come se  fossero codificate, a mò di grafico di andamento di una borsa, a cui ci si riferisce con la freddezza con cui ci si riferisce ad un numero.  Ma cosa c’è dietro quei numeri? Non è che questa propensione al calcolo minuzioso, ci sta facendo dimenticare il dramma che si cela dietro ogni indice percentuale? Il tasso di suicidi e tentativi di suicidio, ad esempio, è aumentato in maniera vertiginosa, già se si considera solamente l’arco di tempo dal 2008 al 2009. Casualità?.....C’è poco da illudersi! In  totale si registra uno sconcertante aumento dei tassi di suicidio del 5,6 dal 2008 al 2009, passando da 2828 unità a ben 2986. In particolare, il tasso di suicidi tra i disoccupati cresce di addirittura del  37,3%,passando dai 260 del 2008 a ben 357 persone senza occupazione che hanno deciso di abbandonare questo mondo nel 2009.Sono dati davanti ai quali non ci si può porre con superficialità, o non prendere in considerazione, sono dati che chi fa delle scelte politiche dovrebbe sempre tenere presenti.  Uno dei grandi padri fondatori della disciplina sociologica, Emile Durkheim, intese il suicidio come “un fatto sociale che può essere spiegato solo da altri fatti sociali” ,arrivando a sintetizzare questo fenomeno attraverso  4 tipologie. Quello più indicativo del nostro tempo è sicuramente il suicidio anomico, ovvero quello dovuto da una carenza di regolazione sociale;   in un periodo di rapido cambiamento o instabilità sociale, che distrugge l’equilibrio tra la condizione dell’individuo e le sue aspirazioni. Le aspirazioni,sì,quelle che verbalmente potrebbero tradursi nella più candida manifestazione come la risposta di un bambino al quesito “cosa vuoi fare da grande?” e che ormai siamo abituati, diventati adulti, a riproporre con un disperato condizionale. Il senso di impotenza, ahimè, pervade chiunque guardi attentamente in quale società viviamo e, soprattutto chiunque ne paga il prezzo sulla propria pelle. Il solito “andrà tutto bene” non può più rappresentare un valido palliativo all’increscioso scenario che fa da background alle nostre vite, che più che un dono, sembrano una condanna. Troppo presi dagli affanni, siamo una pluralità di solitudini che si sfiorano e si attraversano, senza il minimo contatto. Siamo tutti in balia di un mare in piena tempesta, ove ognuno deve salvarsi la pelle e i pesci grandi mangiano quelli piccoli, ma soprattutto non si riesce ad avere un minimo barlume di approdo.

 

 
12 Pagine del 22 ottobre 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 12 Pagine   
Domenica 23 Ottobre 2011 23:08


 
Afragola, Boccellino (Pd) denuncia sprechi, incompiute e degrado della zona PIP PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Zanfardino - zanfardinofrancesco@hotmail.it   
Domenica 16 Ottobre 2011 18:15

 
Afragola, il Comitato No Discariche denuncia il fallimento dell'Amministrazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Comitato No Discariche - Comuni a Nord di Napoli   
Martedì 11 Ottobre 2011 15:49

Riceviamo e pubblichiamo.

"SIAMO ORMAI AD OTTOBRE 2011 ED E’ EVIDENTE IL FALLIMENTO DELL’ AMMINISTRAZIONE AFRAGOLESE.

 ECCO PERCHE’:

-         LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E’ AI LIVELLI MINIMI E NON RAGGIUNGERA’ MAI IL 50% ENTRO FINE ANNO COME RICHIESTO DALLA LEGGE E COME PRETESO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA CHE IL 7 OTTOBRE DOVREBBE COMMISSARIARE LA GESTIONE RIFIUTI;

-         IN TRE ANNI NON SI SONO VISTE LE TANTO ANNUNCIATE ISOLE ECOLOGICHE NONOSTANTE I FONDI FOSSERO GIA’ STANZIATI. I CITTADINI SONO ALLO SBANDO, NON SANNO DOVE DEPOSITARE GLI INGOMBRANTI ED ALTRI MATERIALI.  ECCO PERCHE’ AUMENTANO A DISMISURA LE DISCARICHE ABUSIVE A CIELO APERTO SUL NOSTRO TERRITORIO;

-         NON SI SA PIU’ NULLA DEL TANTO PUBBLICIZZATO SITO DI COMPOSTAGGIO, CON QUESTA AMMINISTRAZIONE NON SARA’ MAI REALIZZATO;

-         ANCORA NON ABBIAMO UN CONTRATTO SERIO CON UNA DITTA PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI. SI VA AVANTI DA ANNI CON DEROGHE E L’ULTIMA GARA, MOLTO CONTESTATA E CONTROVERSA, CHE HA VISTO LA PRESENTAZIONE DI UN’UNICA OFFERTA ANCORA E’ FORTEMENTE IN BILICO E NON SI SA QUANDO SARA’ AGGIUDICATA;

-         IN TRE ANNI E’ GRAVEMENTE PEGGIORATO IL PROBLEMA DEI ROGHI TOSSICI SUL NOSTRO TERRITORIO DANNOSISSIMI PER LA SALUTE DEI CITTADINI SENZA CHE L’AMMINISTRAZIONE FACCIA NULLA PER REPRIMERLI;

-         IN CAMPAGNA ELETTORALE L’ATTUALE SINDACO AVEVA GARANTITO CHE IN CASO DI VITTORIA SI SAREBBE DEDICATO ALLE BONIFICHE DEL TERRITORIO. NULLA E’ STATO FATTO, ANZI LA SITUAZIONE E’ DECISAMENTE PEGGIORATA;

-         QUESTA AMMINISTRAZIONE AUTORITARIA E SORDA RIFIUTA IL DIALOGO CON I COMITATI E I CITTADINI, VA AVANTI PER LA SUA STRADA FATTA SOLO DI AFFARI PERSONALI E NON DI INTERESSE PUBBLICO E TUTELA DEI BENI COMUNI; 

ORMAI E’ EVIDENTE L’INCAPACITA’ DI QUESTA AMMINISTRAZIONE DI AFFRONTARE E RISOLVERE DEFINITIVAMENTE QUESTE PROBLEMATICHE PRIORITARIE PER GARANTIRE UNA QUALITA’ DELLA VITA ACCETTABILE PER I CITTADINI. 

QUESTA AMMINISTRAZIONE SE NE DEVE ANDARE!  

IL NOSTRO COMITATO PRESENTERA’ PRESTO ALLA CITTA’ UN SERIO PIANO RIFIUTI CHE CI ASPETTIAMO SIA FATTO PROPRIO DALLA FUTURA NUOVA AMMINISTRAZIONE CITTADINA":

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

 
QUARTIERE SALICELLE: TERRA PROMESSA IN TEMPO DI ELEZIONI, TERRA DI NESSUNO PER IL RESTO DEL TEMPO PDF Stampa E-mail
Scritto da Armando Fico   
Giovedì 29 Settembre 2011 10:53

Uno scenario di vera e propria guerriglia urbana quello che si presentava agli occhi degli afragolesi appena ieri pomeriggio nel cuore del quartiere Salicelle. Dalle 14 dello scorso pomeriggio, infatti, sono iniziati gli sgomberi per tutte quelle famiglie che risultano non in regola con il pagamento del canone IACP al fine di fare posto a quelle famiglie che sono regolari assegnatarie di quegli stessi alloggi secondo una graduatoria stilata nel Luglio 2010 dall’ allora Prefetto di Napoli Alessandro Pansa. La rivolta degli attuali inquilini scatta all’istante: dalle case piovono bottiglie e tutto quanto possa essere lanciato dai balconi, in strada inizia la sassaiola di pietre e, qualcuno dice, addirittura di materiale edile staccatosi dalle costruzioni e dai marciapiedi interni al quartiere; ma non finisce qui. Vengono ribaltati i cassonetti dei rifiuti per impedire l’accesso alle strade e per disincentivare l’intervento della polizia locale, che nel frattempo aveva fatto ricorso all’assetto anti-sommossa per contrastare gli attacchi degli occupanti (in parte sventati col lancio di lacrimogeni). Verso le 15.30 la protesta cambia scenario e si passa all’asse mediano. Circa 400 manifestanti, tra cui molte donne e bambini, invadono l’asse mediano in segno di protesta contro gli sfratti: quello che ne è conseguito è rappresentato da quasi 5 ore di blocco della rete autostradale che collega tutto l’hinterland napoletano, cartelli rigirati o danneggiati, indicazioni stradali smontate e gettate nei terreni adiacenti all’ asse autostradale. Gli scontri sono proseguiti sino alle 23, tra la polizia che cercava di forzare la resistenza messa in atti dagli abusivi e questi ultimi che si difendevano con tutti i mezzi che capitavano loro sotto mano. Al termine dei tafferugli si registrano feriti e contusi soprattutto dalla parte dei manifestanti, che non perdono la speranza di veder cessare il pericolo di sgombero anche a costo di inscenare una nuova vibrante protesta come quella già messa in atto per tutta la giornata di ieri. In mattinata si sono rincorse voci sulla più che probabile sospensione degli sgomberi proprio per evitare ulteriori problemi di ordine pubblico, ma il Senatore-Sindaco Vincenzo Nespoli appena ieri sembrava risoluto nella soluzione drastica di sfrattare tutti gli abusivi. Ci terremmo a ricordare al nostro primo cittadino quanto, nel corso di questi anni, gli abitanti del quartiere Salicelle siano stati illusi dalle promesse fatte loro durante la campagna elettorale e mai nemmeno messe sul tavolo delle trattative: il quartiere necessita di forti investimenti nel campo dei servizi, urge impedire una progressiva ghettizzazione della gente che vi abita, occorre ristabilire un legame tra il quartiere stesso e il resto della città da un punto di vista prima amministrativo e poi anche politico. Di tutte queste colpevoli mancanze, l’attuale amministrazione ne dovrà rispondere davanti ai cittadini e ai suoi elettori! Ci aspettiamo che presto Nespoli si presenti agli afragolesi per comunicare una volta per tutte quale futuro sta disegnando per Afragola, un futuro – ci permettiamo di dire – che non ci appare già da ora roseo e rasserenante.

 
AFRAGOLA, CHE FELICITA' PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Scognamiglio   
Martedì 27 Settembre 2011 14:28

Passando una sera verso le 23:00 per via Oberdan, di fronte alla scuola media A.Mozzillo, mi è capitato di contare la bellezza di otto topi che si arrampicavano sui cumuli di immondizia. Dopo ripetuti appostamenti fatti dal sottoscritto per una settimana, l’evento si è verificato nuovamente. Ma la cosa che più mi ha lasciato senza parole non è stata tanto la presenza dei topi che, poverini, vivono in campagna, loro habitat naturale, ma il fatto che quest’ultimi siano attirati in strada dall’immondizia che è sempre in aumento negli ultimi giorni. Altro problema in cui ci si imbatte passando fuori la scuola è la scarsa cura del verde pubblico. Credo che dopo i circa due milioni di euro spesi per la manutenzione del verde pubblico e altre gare d’appalto che dovrebbero prevedere la pulizia delle strade almeno nei pressi delle scuole, ci si trova nuovamente di fronte alla stessa domanda: che fine hanno fatto questi soldi? La risposta a questa domanda che, sul nostro territorio è ormai sempre più frequente, resta ancora piena di dubbi, ma i fatti purtroppo parlano chiaro. L’evidenza è una scuola media contornata da rifiuti, erba alta e topi che se ne vanno girando di notte. Spero di non essere stato l’unico ad accorgersi e a manifestare questo disagio e spero che sia la scuola stessa a protestare o almeno a mobilitarsi per fare in modo che i bambini non debbano temere per la loro salute anche quando vanno a scuola. I problemi sono sempre gli stessi, ma purtroppo finché non ci daranno la possibilità di osservare cambiamenti durevoli nel tempo e che non si limitino ad un massimo di due settimane, continueremo a parlarne e a fare in modo che la gente alzi la testa e si renda conto di quei problemi che affliggono la nostra città e ai quali, purtroppo, non si fa più caso perché sono diventati normalità per gli abitanti di Afragola. La nostra è una città stupenda ma troppo spesso pugnalata dalla poca coerenza di troppi.

 
APERITIVO DEMOCRATICO 2.0 PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Sabato 22 Ottobre 2011 15:12


 

Si chiamerà “Aperitivo Democratico 2.0” il nuovo appuntamento con il quale i Giovani Democratici di Afragola si aprono al confronto con i cittadini. Ogni Domenica alle 18.00 presso la sede del Partito Democratico locale, avrà luogo una serie di incontri durante i quali i membri dell’ organizzazione giovanile proporranno agli intervenuti tutti gli approfondimenti sui fatti più rilevanti che stanno condizionando l’ attuale situazione sociale italiana ed internazionale. Il primo appuntamento, che si terrà Domenica 23 Ottobre, ha già il suo argomento: si parlerà delle forme di protesta messe in atto dall’ ormai famosa categoria degli “Indignati”, con un occhio a cosa chiedono e sui motivi che hanno spinto un’ intera generazione ad indignarsi contro l’attuale classe politica. “Approfondire i temi di più stringente attualità e decifrarli è il primo atto per fare politica a qualsiasi livello” – dichiara il Responsabile della gestione dell’ evento Francesco Zanfardino – “la nostra generazione non può permettersi il lusso di arrivare impreparata agli appuntamenti che la storia del nostro Paese ci riserverà in un futuro non tanto lontano. È arrivato il momento di tornare ad essere protagonisti, e l’unico modo per farlo è attraverso un continuo investimento su noi stessi e sulla nostra formazione: gli Aperitivi Democratici contribuiscono proprio a questo.” Il format dell’ evento sarà proprio come quello proposto nella scorsa edizione: prima un’ introduzione all’argomento con la proiezione di materiale audiovisivo e poi un dibattito aperto tra tutti gli intervenuti accompagnato da un rinfresco offerto proprio dai Giovani Democratici di Afragola utile a conciliare tutti i partecipanti fino alla fine della discussione. Vi invitiamo a visitare il nostro sito www.gdafragola.org e a seguirci su Facebook per rimanere aggiornati sugli argomenti che verranno selezionati settimana dopo settimana. Vi aspettiamo ogni Domenica alle 18.00 presso la sede del Partito Democratico di Afragola sita in via M.R. Imbriani n° 24.

 
Afragola: le società sportive si mobilitano per lo Stadio Moccia PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Zanfardino - zanfardinofrancesco@hotmail.it   
Giovedì 13 Ottobre 2011 14:34

Le società sportive di Afragola "scendono in campo". Stavolta però non si tratta di quello da gioco ma di quello della protesta contro la chiusura dello Stadio Moccia, chiuso a qualsiasi tipo di attività da ormai più di tre anni, nonostante i milioni di euro spesi per la sua ristrutturazione.

Attualmente le società sono costrette a recarsi fuori città, nonostante le promesse di riapertura ripetute dall'Amministrazione Comunale ogni estate e poi sempre puntualmente smentite. Il tutto in un generale contesto di "degrado sportivo" della città, con carenza di qualsiasi tipo di impiantistica sportiva e di politiche atte alla promozione dell'attività sportiva, sia essa di tipo ludico, amatoriale o professionistico.

Ecco perchè Rugby Afragola, N.C. Afragolese, S.C. Afragola 92, C.A.S. Afragola e San Giuseppe Afragola hanno deciso di iniziare una lunga battaglia per la riapertura dello Stadio Moccia e più in generale per una seria politica dello sport ad Afragola. Naturalmente in una battaglia di questo genere avrà molta importanza la partecipazione dei cittadini ed infatti le società sportive afragolesi hanno deciso di inaugurare questo percorso proprio incontrando la cittadinanza.

L'appuntamento è per Venerdì 14 Ottobre alle 18.30, al bar "Arancia Blu" in via Dario Fiore. Noi della redazione di "Dodici Pagine" condividiamo e seguiremo l'iniziativa e naturalmente vi aggiorneremo sui suoi sviluppi.

 
12 Pagine del 8 ottobre 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 12 Pagine   
Domenica 09 Ottobre 2011 17:17

 

PER SCARICARE IL PDF CLICCA SULL' IMMAGINE

(le edizioni precedenti sono consultabili in "Archivio uscite", nella colonna di destra)

 
NUOVI INCIDENTI IN VIA SAN MARCO: SOTTO ACCUSA LE MODIFICHE ALLA VIABILITA' PER L'ADEGUAMENTO ALLA T.A.V. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Pecchia   
Mercoledì 28 Settembre 2011 13:42


Ogni giorno un conducente che percorre la via San Marco sa che, arrivato alla curva sulla galleria T.A.V., dovrà restare molto attento per non investire qualcuno. Ogni giorno una mamma, una nonna, un ragazzo, trema al solo pensiero di camminare a piedi sulla stessa curva per il timore di essere scaraventato via. Sembra uno di quei pensieri linkati su qualche social network messi così e fine a se stessi. Invece no, è il pensiero di ogni afragolese, sanmarchese in primis, che ogni giorno percorrono la strada di via San Marco. L'ultimo evento accidentale si è avuto lo scorso 26 settembre quando una signora di 60 anni non è riuscita a fare la curva a gomito a causa del suo raggio variabile e ha prima investito due ragazzi di San Marco che procedevano in motorino in direzione opposta, per poi schiantarsi su una Fiat cinquecento rossa proveniente anch'essa in senso opposto. Come detto, questo è stato solo l'ultimo incidente avutosi nei pressi di questa “opera collaterale” dell'attraversamento T.A.V. sul nostro comune, che doveva essere invisibile e invece ha già fatto decine di feriti. L' amministrazione Nespoli, alle ripetute richieste di ripristino della precedente viabilità così come da accordi con T.A.V., ha sempre risposto picche, anzi, alcuni tecnici, oggi per fortuna non più comunali, affermavano che l'inserimento di quella curva a gomito e a doppia pendenza in sostituzione di un tratto piano e diritto era un miglioramento per la viabilità e per la sicurezza. Follia. Dei vari incidenti susseguitisi negli anni fanno pensare e non poco le cause scatenanti. Infatti, mentre è facile pensare che si tratti di delinquentelli a tutta velocità che di tanto in tanto escono fuori strada, è imbarazzante scoprire che l'80% degli incidenti sono causati da guidatori esperti o mamme che accompagnano i propri figli a scuola, segno questo che non si tratta di scarsa prudenza ma di uno sbaglio progettuale che, accompagnato alla scarsa pulizia dei marciapiedi e ad un manto stradale ormai usurato, è diventato una trappola per i cittadini di San Marco e per tutti gli automobilisti che vi transitano. Mentre parte una raccolta di firme per sollecitare il Comune a mettere in campo iniziative a breve e lungo termine per risolvere il problema, i cittadini del quartiere San Marco si riservano la possibilità di manifestare apertamente il loro disagio e, qualora le richieste fatte a questa amministrazione non siano soddisfatte, preannunciano blocchi stradali permanenti.

(In foto l'incidente di cui si parla nell'articolo)

 
I GIOVANI DEMOCRATICI DI AFRAGOLA SBANCANO IL WEB: NASCE GDA RADIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Lanzano   
Martedì 19 Luglio 2011 16:48

 

 

Sull’onda del fenomeno delle Web Radio, i GD di Afragola sperimentano un nuovo modo di relazionarsi col territorio: nasce GDA Radio, una radio virtuale capace di rivoluzionare gli attuali metodi comunicativi e di scoprire nuovi canali attraverso cui attuare opere di sensibilizzazione collettiva su temi cruciali di rilevanza nazionale e locale. Dall’ idea di due giovani militanti, Egidio Davide Salzano e Vincenzo Fico, parte la nuova sfida dei giovani democratici afragolesi: il confronto con le nuove realtà sociali e giovanili, la volontà di esporsi maggiormente sui problemi della città, riuscire a fare chiarezza nel nostro intricato mondo dell’informazione, rappresentano i risultati che ci si è posti come principali, ma si guarda già oltre. L’attività dei due responsabili citati, affiancati da una redazione interna alla giovanile stessa, mira alla creazione di un palinsesto stabile, dove a trasmissioni di intrattenimento musicale si affiancheranno trasmissioni di approfondimento e riflessione (tra tutte, segnaliamo “Evergreen”, trasmissione sull’ambiente trasmessa da Francesco Zanfardino). Tutto rigorosamente in presa diretta, GDA Radio offre tutta la spontaneità, creatività, passione e preparazione culturale che Afragola può esprimere a livello giovanile, senza mai dimenticare di offrire a tutti coloro che lo vogliano uno spazio dedicato all’espressione delle proprie idee: “GDA Radio, la radio che dà Voce alla tua Voce” è infatti lo slogan ideato per presentare il progetto al pubblico. Presto sarà disponibile un palinsesto fisso con cui inaugurare una nuova stagione politica e sociale che Afragola chiede ormai invano da troppo tempo, stagione nella quale i GD si faranno ancor di più portavoce delle esigenze cittadine al fine di saldare ancor di più il legame che già esiste tra la città e la giovanile democratica locale. Per ogni altra informazione e per seguire la Web Radio dei Democratici basta cercare “GDA Radio” su www.spreaker.com o diventare fan sulla pagina Facebook “GDA Radio, la radio che dà Voce alla tua Voce”.

 
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